mentre la poesia italiana mi pare in buona salute (sarà perché la lasciano in pace nella sua riserva?), il romanzo, con rare eccezioni, credo sia giunta l’ora di ricoverarlo per un bel check-up, vedere cosa non funziona. mi fa un po’ pena così mal messo, avrei una cura: ma i professoroni che lo osservano hanno i loro protocolli e si mostrano abbastanza soddisfatti dell’andamento della malattia. meglio tanti romanzi italiani malaticci, che pochi esemplari sani: se no noi chi curiamo? prima di beccarmi il morbo – fosse mai si piglia attraverso la carta – me ne vo all’estero per altri dieci quindici anni, come feci in passato.
senza autore, senza titolo, cioè io