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Archive for the ‘echi ridotti’ Category

echi ridotti #50

a qualcuno accade
la sfortuna di restare
bambino mentre per le vie
della vita passano tra clangor
di buccine infiniti imperatori nudi

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è l’ora che il desìo si volge all’acqua
poi silente la mano il lume
spegnerà a favorire il vuoto
benefico di poche ore nude
nell’assenza profetica di morte
senza la quale non avremmo vita
morire ogni notte senza morire
per vivere ogni giorno senza vivere

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echi ridotti #48

giornata propriamente uggiosa
non ne so il sapore ma lo posso
immaginare dall’umore. è il giorno
ch’al sol si scoloraro etc. etc. ma i rai
non ci sono affatto e perciò – povero cristo
anche tu – : che scolorerai? il mondo ‘sì
prosegue dirittamente sfigurato
non v’è morte che lo possa trattenere.
dio è morto dice nice: ma nessuna razza
di eroi – bugiardo che fu! – l’ha rimpiazzato.

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echi ridotti #47

sono sempre quella
del sasso e della fionda
che mi tiravo in testa
sbagliando mira

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si scopre con stupore
che anche lo scrittore
muore di tumore
o muore perché è vecchio
come ogni altro signore
di una certa età
a un certo punto non ce la fa
se si guarda allo specchio
vede rughe e macchie
non lo salva il carisma
è umano più che umano
della nostra stessa risma
anche se si chiama
Grass o Galeano

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mio caro Thomas [che poi ti amo]
aprile è il più gentile dei mesi
[che io modestamente vi nacqui]
mese di luce [perciò io mi chiamo]
mese di vento [e io son strega]
mese di forza [niente mi piega]
mese d’amore [ai due io piacqui]
mese di festa [quando discesi]
quando verrà l’ora di tornare
piaccia a colui il mese non cambiare

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echi ridotti #44

perché dovrei essere più riservata
più modesta più silenziosa più separata
meno malata più giudiziosa
e più alla mano e meno diretta
più spiritosa e meno schietta
meno sganascio meno sfascio
più armata fortificata ma non indurita
amabile fruibile ma non strattonabile
potrei provare a essere incrollabile
tetragona con la gonna ma non tetra
giudiziosa e non giudicante
disposta all’altrui giudizio
senza nemmeno un vizio
fedele cantatrice calva con la cetra
io ferma io nobile io coscienziosa
io accogliente e non oziosa
ritta eretta ma spontanea e sciolta
non troppo intelligente ma non del tutto stolta
robusta di tempra l’alito perfetto
l’abito col pizzo sul colletto
una perfetta governante
di me medesima senza desideri
guardare avanti e non pensare a ieri
ma sono come sono “un gran macello”
credo che sia questo il mio bello

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