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Archive for the ‘musica’ Category

A GP

Você é assim
Um sonho pra mim
E quando eu não
Te vejo
Eu penso em você
Desde o amanhecer
Até quando eu me deito
Eu gosto de você
E gosto
De ficar com você
Meu riso é tão feliz contigo
O meu melhor amigo é o meu amor
E a gente canta
E a gente dança
E a gente não
Se cansa
De ser criança
A gente brinca
Na nossa velha infância
Seus olhos, meu clarão
Me guiam
Dentro da escuridão
Seus pés me abrem o caminho
Eu sigo e nunca me sinto só
Você é assim
Um sonho pra mim
Quero te encher
De beijos
Eu penso em você
Desde o amanhecer
Até quando eu me deito

Vecchia infanzia – Tu sei così, come un sogno per me, voglio riempirti di baci e quando non ti vedo, ti penso, dal mattino fino a quando vado a dormire. Ti amo e mi piace stare con te, quando sono con te la mia risata e così felice: il mio migliore amico è il mio amore. La gente canta la gente balla non è mai stanca di essere bambina, la gente gioca nella nostra vecchia infanzia. I suoi occhi, come una luce improvvisa, mi guidano nell’oscurità, i suoi piedi mi aprono la strada, io seguo e non mi sento mai sola.

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Forse si spiegano tante cose anche con una ninna nanna. Questa era quella che una mia subdola sorella maggiore mi cantava per intero per addormentarmi e io, piccolissima,  regolarmente piangevo a dirotto.  Ho ricordi lontani, flash che, mia madre mi diceva, potevano riferirsi all’età di due anni appena. Questo è uno di quelli. Sul finale piango, anche adesso. E questa sera – troppe emozioni – mi va di farlo.

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Intervallo

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“Amor”, dicea, il ciel
mirando, il piè fermo,
“dove, dov’è la fè
ch’el traditor giurò?”
Miserella.
“Fa’ che ritorni il mio
amor com’ei pur fu,
o tu m’ancidi, ch’io
non mi tormenti più.”
Miserella, ah più no, no,
tanto gel soffrir non può.
“Non vo’ più ch’ei sospiri
se non lontan da me,
no, no che i martiri
più non dirammi affè.
Perché di lui mi struggo,
tutt’orgoglioso sta,
che si, che si se’l fuggo
ancor mi pregherà?
Se ciglio ha più sereno
colei, che’l mio non è,
già non rinchiude in seno,
Amor, sí bella fè.
Ne mai sí dolci baci
da quella bocca havrai,
ne più soavi, ah taci,
taci, che troppo il sai.”

Ottavio Rinuccini, Lamento della ninfa, Musica di Claudio Monteverdi

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ogni tanto c’è qualcuno che non fa finta di cantare, ma canta, perbacco. sentite un po’:

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