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Archive for the ‘musica’ Category

e questa

è la versione dal film The time traveler’s wife, tratto dall’omonimo primo romanzo di Audrey Niffenegger edito negli Stati Uniti  da Mac Adam & Cage, 2003, pubblicato da Mondadori nel 2005  per la traduzione di Katia Bagnoli . Libro geniale e struggente che il film rappresenta in parte. Una storia d’amore che potrebbe rientrare nel genere del realismo magico, in cui la patologia, detta cronoalterazione, del protagonista maschile, diventa la metafora dell’impossibilità, per quanto innamorati e vicini, di essere sempre insieme nello stesso momento, addirittura nei momenti più significativi della vita. Lessi a suo tempo questo libro affascinante: il film me lo ha ricordato, per altre vie avevo avuto un flash sui Joy division e su quel pezzo, riarrangiato nel film, per la  scena del ballo al matrimonio di Henry e Clare. Non ricordo se nel romanzo il matrimonio avviene nel modo in cui ce lo presenta il film, ma ricordo invece che la vita coniugale si apriva su un’epigrafe tratta da un altro libro che ho amato molto della grande Antonia S. Byatt, Possessione: “Possiamo restare insieme tranquilli, e fingere – dato che è solo l’inizio – di avere tutto il tempo del mondo”.

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surf!

a me piace tanto e piacerà di sicuro a matteo

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POGANDO

Ieri sera festa anni 70-80. Dice “dovete vestirvi come quegli anni lì” e io mi immaginavo di mettermi uno scialletto, le pianelle, una cuffietta, o una vestaglietta a fiorellini, le calze elastiche marroncino, una parrucchetta bigia, la borsetta che sa di naftalina stretta al braccio. Dice “ma che hai capito? anni settant’ottanta come epoca! uff!”. E chi si ricorda come andavamo conciati? A me pareva di ricordare che c’era di tutto un po’, inizio settanta figli dei fiori, inizio ottanta edonismo reganiano, Armani e co., che poi,  io, di Armani ho avuto in tutto una giacca. Mi sono messa un completino pantalone casacca smanicata, nero che va sempre,  e mi sono fatta i capelli come Bonnie Tyler, cotonandoli finto spettinato. A mio marito ho consigliato lo stile Miami vice. Che altro potevo fare? Che poi queste feste sono una scusa per mangiare all’inverosimile e bere di più. Niente tango, pochi amici tanghèri, molti amici degli amici, con un particolare: età media 35, alzata enormemente da noi due. Mi sono divertita come non mi capitava da tempo: anzi, io non mi diverto mai alle feste. Che liberazione ballare sul prato a piedi nudi! C’erano ragazzotte in stile Madonna, con ferraglia alle orecchie e al collo, qualche attardato hippy, qualche yuppie. Giacche con spalle che ora ci farebbero orrore, leggins, che li chiamavamo fuseaux, sotto a gonne di tulle nero. Ma la musica, la musica! Avevo venti-venticinque anni e certi pezzi li trovavo, allora, insopportabili. Stanotte li ho graditi parecchio. Il più bello è stato quando, pietra dello scandalo, al solito, ho “pogato”. Via tutti a pogare. O questi pogavano all’asilo, o andavano in discoteca come uscita didattica: ma pogare è roba del tempo mio, perdinci! Non ero io a fare la vecchietta in fresca, ma “loro” ad appropriarsi di un giochetto da concerto rock, da disco-music , che si faceva ballando punk.  Quello era lo sballo. Questo qui un pezzo che allora mi faceva un certo effettaccio che non dico, e adesso mi piace proprio.

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piove…

volendo, ci si può ballare un tango. lo feci, questa notte, sotto la pioggia.

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man on the moon

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it’s a wild world

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Apprendo che Wyclef Jean si è candidato alla presidenza di Haiti. Al solito si dirà che governare un paese non è precisamente come comporre canzonette: non so perché, ma questa cosa mi fa un po’ ridere. Aggiungo che Wyclef è bello e come cantante mi piace un sacco.

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