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Archive for the ‘umorismo’ Category

Mia nonna.

Mia nonna è una donna che si preoccupa.
Si preoccupa di un sacco di cose: che la tovaglia spanda; che il capello sia in ordine; che riesca a metterti dei soldi in mano con l’accortezza di un agente del kgb che ti passa un microfilm, prima che tu esca da casa sua.
Togliere la chiave fuori dalla porta di casa sua, invece no, non la preoccupa affatto. Quello no.
Mia nonna si preoccupa soprattutto quando ti vede sciupata e non c’è stato giorno nella mia vita in cui mia nonna non mi abbia visto sciupata. Anche quando ho preso 18 chili perché aspettavo l’anarchico.
Mia nonna imputa lo sciupamento a due essenziali fattori: numero uno, non mangia; numero due, le hanno fatto il malocchio. (Nel mio caso, c’è anche un terzo fattore: i capelli. Lei mi preferisce afro, quindi quando mi liscio, mi sciupo.)
Le soluzioni allo sciupamento approntate da mia nonna sono tre.
Nell’ordine: riempirti di cibo sperando ti cresca un secondo stomaco per riempire anche quello; pregare Sant’Antonio (grazie al quale ho passato la maggior parte dei miei esami universitari); sottoporti al rituale di smalocchio.
Spesso queste tre soluzioni vengono applicate contemporaneamente e all’unisono.
Tipo un pomeriggio di quand’ero giovinetta, nel quale mi recai presso la magione a porle il consueto saluto settimanale.
Mi accoglie il profumo di melanzane fritte e un lieve, ma proprio proprio appena percettibile, aroma di aglio.
Lei armeggia ai fornelli. Mi guarda e si mette le mani in viso.
“Uuuuh! Sant’Antonio mio, come sei sciupata!” e mi mette due fette di melanzane bollenti in mano.
“Aspetta ca ti smalocchiu”.
Ora essendo io, secondo mia nonna, incredula (nei giorni buoni) e musulmana (in quelli meno buoni), non credo al malocchio, ma credo a mia nonna: se me lo leva lei, funziona.
Mi sento meglio già quando la vedo preparare, con la mano tremula, il piatto con dentro l’acqua, che deve essere ferma, e il cucchiaio con l’olio. Poi mi viene vicino, pregando a bassa voce (ma potrebbe essere supercalifragilisicchespiralidoso), e mi fa i segni della croce sulla fronte con il pollice.
Intinge il dito mignolo nel cucchiaio con l’olio e ne fa cadere le gocce nel piatto con l’acqua.
La prima goccia si allarga e sparisce all’istante.
Terrore.
La seconda, e quelle dopo, uguale.
Raccapriccio.
“Fori malocchiu. Dentro bonocchiu” dice lei rovesciando l’acqua del piatto nel lavandino, con l’espressione grave dell’ortopedico che guarda le lastre di uno stuntman.
Poi commenta con astio generalizzato: “te lo mandarono dai pedimenti”, l’avada kedrava del malocchio.
Mi mette in mano altre due fette di melanzane e il sempre gradito microfilm.
La bacio, esco e sto bene.
Sono sazia, smalocchiata, Sant’Antonio veglia e l’odore d’aglio che mi è rimasto sulla fronte sarà l’amico fedele del pomeriggio.
Non sia mai incontrassi un vampiro.

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O la strizza è tanta, o è decotto del tutto, ma sta dando i numeri. Siamo – è – orgogliosamente fermo al 1994. Sta srotolando – lo vedo su Sky – delle mostruosità, delle bugie, delle fandònie colossali all’assemblea dei Cristiano Riformisti. Con il pianto in tasca sta raccontando dei valori della famiglia, della tolleranza, della giustizia, del rispetto soprattutto nei confronti dei più deboli. Gay e professori sono avvertiti: i primi non saranno mai equiparati nei diritti alle coppie normali, i secondi si guardino dal diffondere contenuti che abbiano a che fare con il comunismo. Se non fosse che sono passati 17 anni tragici, vergognosi, inenarrabili, ci sarebbe da ridere a crepapelle. E’ uno sforzo colossale questo che sto facendo per ascoltare anche solo il suo eloquio. Come su una fetta sempre troppo cospicua di italiani ha un potere fascinoso, così su di me ha il potere di irritarmi nel giro di trenta secondi.  Parole e argomenti chiave: amor di patria, famiglia, responsabilità di governo, imprese, tolleranza, libertà, quello che abbiamo fatto in due anni, riforma della giustizia, riforma della pubblica amministrazione, del federalismo fiscale: questa, moderna, servirà a combattere l’evasione; svariati mali ereditati dal passato, quoziente famigliare, sussidiarietà come valore cristiano, io cresciuto dai salesiani, disabili veri, disabili finti. La diaspora del FLI ci farà bene perché non potevamo con loro presentare la legge sulle intercettazioni, che insomma uno non sa se alzando il telefono sarà ascoltato o no. Sta girando attorno ai problemi, mero contorno, bazzecole, per arrivare dove gli interessa. Cioè continuare a salvarsi il culo. Viva l’Italia!

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davvero notevole!

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“Gli insegnanti che hanno un buco lo devono mettere a disposizione del Dirigente Scolastico” (da una circolare)

 

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S&O

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per continuare la  “polemica”  suscitata dai racconti a quattro mani, giù, o su, da http://remobassini.wordpress.com/ guardate qua:

http://motivixalzarsialmattino.splinder.com/post/23066788/blogghisti

(per inciso: mi piace il suo modo di scrivere e la sensazione di carta vetrata che deriva dalle sue considerazioni. la sento simile a me, ma molto molto più in gamba. elena si firma “dipocheparole”. ecco).

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