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Bertone invita oggi Berlusconi ad un “pranzo di cortesia”. Vabbè che, fosse per loro,  proverebbero a convertire anche il diavolo, ma, domando e dico: è il caso di accogliere la pecorella smarrita (e i pecoroni) proprio in questa fase? Che poi: pecorella…un caprone, un satiro… Posso dire? Che schifo!

 

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Ser Ciappelletto: chi era costui?

G. Boccaccio, Decameron, I,1

Era questo Ciappelletto di questa vita: egli, essendo notaio, avea grandissima vergogna quando uno de’ suoi strumenti (come che pochi ne facesse) fosse altro che falso trovato; de’ quali tanti avrebbe fatti di quanti fosse stato richiesto, e quelli più volentieri in dono che alcun altro grandemente salariato. Testimonianze false con sommo diletto diceva, richiesto e non richiesto; e dandosi a que’ tempi in Francia a’ saramenti grandissima fede, non curandosi fargli falsi, tante quistioni malvagiamente vincea a quante a giurare di dire il vero sopra la sua fede era chiamato. Aveva oltre modo piacere, e forte vi studiava, in commettere tra amici e parenti e qualunque altra persona mali e inimicizie e scandali, de’ quali quanto maggiori mali vedeva seguire tanto più d’allegrezza prendea. Invitato ad un omicidio o a qualunque altra rea cosa, senza negarlo mai, volenterosamente v’andava; e più volte a fedire e ad uccidere uomini colle propie mani si trovò volentieri. Bestemmiatore di Dio e de’ santi era grandissimo; e per ogni piccola cosa, sì come colui che più che alcun altro era iracundo. A chiesa non usava giammai; e i sacramenti di quella tutti, come vil cosa, con abominevoli parole scherniva; e così in contrario le taverne e gli altri disonesti luoghi visitava volentieri e usavagli. Delle femine era così vago come sono i cani de’ bastoni; del contrario più che alcun altro tristo uomo si dilettava. Imbolato avrebbe e rubato con quella conscienzia che un santo uomo offerrebbe. Gulosissimo e bevitore grande, tanto che alcuna volta sconciamente gli facea noia. Giuocatore e mettitor di malvagi dadi era solenne. Perché mi distendo io in tante parole? Egli era il piggiore uomo forse che mai nascesse. La cui malizia lungo tempo sostenne la potenzia e lo stato di messer Musciatto, per cui molte volte e dalle private persone, alle quali assai sovente faceva ingiuria, e dalla corte, a cui tuttavia la facea, fu riguardato.

Ora: direi una bugia se dicessi che in “n” anni di onorato lavoro gli studenti hanno sempre capito al volo di che pasta era fatto ser Cepperello, Cepparello, Ciappelletto da Prato. Direi una menzogna colossale se sostenessi che al primo colpo hanno capito la manfrina di messer Boccaccio circa i peccati di questo, che definisce il piggiore uomo forse che mai nascesse, come una riproposta dell’ inferno dantesco. Qualcuno in enne anni c’è però riuscito, altri “opportunamente guidati” hanno compreso le intenzioni metaletterarie sottese. Di fronte alle parole Delle femmine era cosi vago come sono i cani de’ bastoni normalmente si fermano una ventina di secondi, qualcuno ridacchia, qualcun altro ridacchia credendo di aver capito, qualcuno capisce vago secondo l’unico significato che conosce, cioè incerto, e allora i conti non gli tornano, altri ancora pigliano incerto, stiracchiano il resto della frase  e dicono che con le donne Ciappelletto era un indeciso. Poi quando gli sveli il significato ricorrendo al peccato di sodomìa illustrato da Dante tra XV e XVI dell’ Inferno dicono “ah, volevo dirlo, ma non ero sicuro/a” e lì, risatine, e mi dispiace per il politicamente corretto, ma agli adolescenti queste cose fanno ridere.

Però stamattina, fatto nuovo: “Che c’è da capire? – dice F. – “questo era un donnaiolo!”. “Sicuro?”. “Sì, vuol dire che correva dietro alle donne, le desiderava: se io tiro un bastone al mio cane lui corre subito a prenderlo!”. Questa non l’avevo, giuro, mai sentita. Epperò mi piace un sacco.

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